Eraclito

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Un premio per ricordare Marco

23 aprile 2014 alle 9:53

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Quando Marco Zamperini morì improvvisamente alcuni mesi fa scrissi questo:


Marco Zamperini era un uomo buono e gentile. Se c’è una cosa (forse una delle pochissime) che non si può millantare in rete questa è la bontà. E la gentilezza. Non esiste una wikipedia della gentilezza dalla quale copiare e incollare dati sul proprio profilo. Sarebbe comodo, certo, ma fortunatamente non è possibile, prima o poi i sentimenti delle persone in rete, esattamente come avviene nella vita reale, emergono. E il Marco Zamperini che ho conosciuto io in questi anni era semplicemente così, in rete come di persona, un uomo più buono e più gentile di me.


Per ricordare quell’uomo buono e gentile ora è nato Funkyprize:

Il concorso FunkyPrize intende individuare, segnalare e premiare quelle persone che, con la loro attività, promuovono l’innovazione attraverso la rete Internet, ispirandosi agli stessi valori di positività, umanità e semplicità che hanno indirizzato le attività e gli insegnamenti di Marco Zamperini.



(funkyprize.org)

 
 

Banksy e le cabine telefoniche

14 aprile 2014 alle 12:13

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Anche a Londra come da noi le cabine telefoniche hanno i loro bei problemi. In qualche caso però un graffito comparso di domenica mattina contribuisce a renderle di nuovo smart.

 
 

Macchine per Internet

4 aprile 2014 alle 9:34

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Nel 2013 sono stati venduti 2,1 milioni di Chromebook. La stragrande maggioranza (9 su 10) in USA. Si tratta di numeri molto buoni in un contesto generale nel quale la vendita del PC e dei notebook accusa in tutto il mondo un calo generalizzato. L’importanza dei Chromebook non risiede tanto nelle loro caratteristiche tecniche che anzi ne fanno una macchina largamente incompleta rispetto ai canoni fino ad oggi utilizzati e nemmeno nel fatto che sono computer di fascia economica bassa. È utile e importante seguire la traiettoria dei Chromebook (e di esperimenti analoghi se ne seguiranno) perché i Chromebook sono macchine per Internet. Sono strumenti pensati per utilizzi di rete che consentono di sfruttare Internet estesamente fuori dalle limitazioni di interfaccia dei tablet (degli smartphone meglio non parlarne) e che incrinano un po’ la deriva di interfacce di rete che privilegiano la visione all’interazione. Il numero di utenti proattivi ed alfabetizzati in rete sarà domani anche funzione del successo di simili nuovi computer. Per questo i numeri americani i cui sopra sono molto buoni.


(via Dday)

 
 

Internet: la quarta utility

2 aprile 2014 alle 13:06

“This is despite the fact that broadband is now regarded as “the fourth utility” after gas, water and electricity, according to property expert Henry Pryor. “A home without at least a standard broadband connection could be worth up to 20% less than a comparable property,” said Pryor. “The more demanding buyers now want fibre-optic superfast speeds as, whether working from home, streaming entertainment or managing the stack of equipment that now relies on this, a property needs to have 21st-century connectivity.”



Dopo gas, acqua e elettricità Internet è considerata sempre più spesso la “quarta utility” indispensabile nella casa di chiunque. Questo almeno accade in Gran Bretagna mentre da noi le connessioni casalinghe su rete fissa sono calate in un anno del 5% nel disinteresse generale.


(via The Guardian)

 
 

Internet è una

24 marzo 2014 alle 9:55

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Da qualche giorno Tim propone una nuova tariffa che prende il nome di Tim Smart ed Eraclito è contento. Tim Smart, come del resto la proposta analoga di Vodafone, è un cambio di rotta molto importante perchè dentro un unico contratto riunisce il traffico dati residenziale ed in mobilità di ciascuno di noi. Nel momento storico attuale ha un altro effetto molto importante: è neutrale rispetto alla scelta annosa fra rete fissa e mobile, le comprende entrambe con uguale dignità, interrompendo così nei fatti una migrazione silenziosa verso il mobile che è in atto da tempo. Internet è una ma le modalità di accesso sono importanti e non sono la stessa cosa. Fisso e mobile contribuiscono entrambi, ognuno per la propria parte, alla nostra realizzazione di uomini e donne in rete.

 
 

Big Data dal mondo

19 marzo 2014 alle 9:26

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Sono terminate le iscrizioni al Big Data Challenge di Telecom Italia. In questa infografica potete trovare tutti i numeri dei partecipanti.

 
 

Internet via teletrasporto

10 marzo 2014 alle 8:54

L’equivoco secondo il quale l’accesso alla rete ha relazioni strette con il tipo di tecnologia utilizzato è in Italia molto solido ed accettato. E poiché siamo un Paese che tradizionalmente ha utilizzato poco i PC crediamo che nel momento in cui i device di collegamento alla rete cambieranno i nostri numeri legati all’utilizzo di Internet miglioreranno. Lo diceva anche il Ministro Cardinale nel 2000: l’UMTS ed i videofonini avrebbero ridotto la nostra distanza abissale dagli altri Paesi europei. Non era così allora, non sembra essere così oggi anche se, da qualche tempo a questa parte, un’idea del genere è tornata in auge e viene spesso citata dagli analisti. Aumenta l’utilizzo dei tablet e degli smartphone, si riducono le vendite dei PC, quindi – sostengono alcuni – ci saranno le condizioni per una riscossa italiana nell’accesso alla rete.


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Questa tabella di eMarketer, citata da Alessandro Longo sul suo blog, sembrerebbe spegnere molti entusiasmi al riguardo. L’accesso a Internet da dispositivi mobili in Italia è e resterà nei prossimi anni su numeri molto inferiori rispetto a quelli del resto dell’Europa. Questi numeri confermano un’idea che era chiara già nel 2000 quando il Ministro Cardinale magnificava i “videofonini”: la barriera di accesso a Internet in Italia è una barriera culturale, non dipende dal terminale utilizzato, risente in maniera relativa dai problemi di copertura ed attiene in definitiva alla domanda fondamentale: “Perché dovrei utilizzare Internet visto che non ne sento il bisogno?”. Valeva ai tempi dei PC desktop, vale per i tablet e gli smartphone, varrà domani quando l’accesso a Internet avverrà mediante teletrasporto.

 
 

Cassa per il Mezzogiorno digitale

4 marzo 2014 alle 13:01

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Ieri il Corriere della Sera ha pubblicato questa interessante tabella che mostra la percentuale di italiani che hanno iscritto i figli a scuola utilizzando la piattaforma online. Le domande che simili numeri sollevano sono molte e sarebbe utile provare a rispondere per capire meglio che Paese siamo.

Intanto i fatti. Senza tentare analisi troppo raffinate questi numeri dividono l’Italia in due. Una parte, geograficamente molto caratterizzata (tutto il nord, parte del centro e la Sardegna) che ha utilizzato senza troppi problemi il modulo di iscrizione su Internet con percentuali attorno all’80% ed una parte con un numero di domande online assai più basso con numeri attorno al 50% che vede la Regione Puglia, la Calabria e la Campania con i risultati peggiori.

Quel 30% di distanza è un numero molto significativo che potrebbe essere spiegato in molte maniere diverse. Un ritardo infrastrutturale, un numero minore di PC nelle case dei cittadini, una meno diffusa competenza informatica necessaria per compilare i moduli. Ma anche minor informazione sulle modalità di iscrizione, minor interesse, ecc. Sarà interessante provare a raccogliere informazioni che spieghino meglio questa distanza perché anche in base a queste informazioni dovremo immaginare misure specifiche che aiutino a ricomporre (anche) le competenze digitali all’interno del Paese. Dentro un ritardo noto e molto grave scopriamo che ne esiste un altro che dovrà in qualche misura essere tenuto presente.

 
 

L’anomalia italiana

25 febbraio 2014 alle 10:19

A new Nielsen study finds that Americans, Brits and Italians spend more hours using their smartphones in a given month than they do surfing the web from computers. The gap is particularly wide in Italy, where locals spend 37 hours per month on their phones versus a mere 18 hours browsing from their PCs.



Dentro un fenomeno generale ed inevitabile di revisione degli strumenti di accesso alla rete, esiste una anomalia italiana, ancora una volta legata alla sua scarsa alfabetizzazione digitale.


(via engadget)

 

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Massimo MantelliniL'autore di Manteblogscrive su Telecom Italia
Chi è Massimo Mantellini

Massimo Mantellini è uno dei più noti commentatori della rete italiana. Blogger, editorialista per Punto Informatico, L'Espresso e IlSole24ore, si occupa da oltre un decennio dei temi legati al diritto all'accesso, alla cultura informatica e alla politica delle reti.

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