


22 febbraio alle 17:50

Alcuni giorni fa Epson mi aveva invitato alla anteprima di un paio di occhiali particolari. Usando le lenti come schermo – dicono – sarà possibile navigare in rete, guardare un film (anche in 3D!;) e fare molte altre cose mentre, contemporaneamente, continueremo a controllare dove stiamo mettendo i piedi sul marciapiede. Mi è spiaciuto non essere riuscito ad andare. Qualche mese fa ascoltavo a Capri il Direttore tecnologia di Expo 2015 raccontare che in occasione della manifestazione milanese tutta la città sarà “visitabile” in realtà aumentata attraverso opportuni occhialini distribuiti ai visitatori attesi a Milano da tutto il mondo. Oggi il NYT scrive che Google sta preparando un paio di occhiali potenziati Android capaci di registrare immagini e video e mostrare su un piccolo schermo informazioni correlate ai luoghi in cui ci si trova. La storia dei computer indossabili è vecchia ormai di 50 anni ormai, la realtà aumentata è una infatuazione più recente, cresciuta con le app per telefoni cellulari che dopo un entusiasmo iniziale ora viaggia un po’ sottotono. Molte di queste nuove idee non funzioneranno, alcune funzioneranno ma non saranno sufficienti a smuovere il nostro interesse. Magari altre, lentamente o all’improvviso, cambieranno le nostre vite. In tutta questa incertezza una cosa però è già chiara e pacifica fin d’ora: l’infrastruttura di rete resterà al centro delle nostre vite. Dalle nostre case alla mobilità, magari ai wearable computer (o magari no) tutto continuerà a succedere da queste parti.
18 febbraio alle 9:21
Un po’ come la goccia che scava la roccia il numero di piccoli, talvolta insignificanti gesti che frenano l’innovazione del Paese potrebbero comporre un lungo elenco rintracciabile nelle cronache quotidiane sui giornali e in rete. Due esempi di queste ore che saltano all’occhio:
La Rai sta inviando a numerose aziende che posseggono un parco computer (tutte?) la richiesta di pagamento dei bollettini speciali di abbonamento al canone (visto che i PC sono tecnicamente apparecchi in grado di ricevere il segnale TV). L’esborso totale calcolato da Rete Imprese Italia si aggirerebbe sui 980 milioni di euro.
Leggo sul Messaggero che i vigili urbani del Comune di Roma stanno multando la Provincia di Roma per “occupazione abusiva di suolo pubblico” perché i cartelli che segnalano la presenza degli hotspot wifi gratuiti del Progetti Zingaretti non sarebbero stati correttamente autorizzati.
16 febbraio alle 8:34
Oggi pomeriggio Marco Patuano ha discusso con Carlo Alberto Carnevale Maffè di “Giovani, formazione ed innovazione” nell’ambito del Progetto TGeneration. L’evento è stato trasmesso in streaming qui su Eraclito. A seguire l’amministratore delegato di Telecom Italia risponde alle domande su Twitter, l’hashtag per la discussione è #tgeneration.
14 febbraio alle 14:45

Giovedì pomeriggio a Roma alle 15,30 Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia, converserà con Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia alla SDA Bocconi sul tema “Giovani, Formazione e Innovazione” nell’ambito del progetto TGeneration. L’incontro sarà trasmesso in streaming qui su Eraclito. Noi saremo là ad ascoltare. Dopo l’incontro Patuano risponderà su Twitter alle domande dalla rete. #TGeneration
p.s. Telecom Italia mi aveva mandato una ottima foto aziendale di Patuano ma ho preferito utilizzare questa rubata a Riva del Garda qualche tempo fa. L’amministratore delegato, molto professionalmente, immortala due turisti che lo hanno fermato chiedendogli una foto.
9 febbraio alle 9:58
In una audizione alla Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera ieri Franco Bernabè ha detto che Telecom Italia si è data come obiettivo la copertura del 25% della popolazione con connessione a 100 megabit entro il 2014. I comuni interessati dal progetto dovrebbero essere 99. Il progetto è in due fasi:
“Nella prima, la fibra raggiunge gli armadi della rete di distribuzione, realizzando una architettura FTTcab e rendendo disponibili a tutti i clienti collegati connessioni con velocità da 30 a 50 megabit; nella seconda la fibra raggiunge gli edifici e le singole unità immobiliari, realizzando una architettura FTTH (fiber to the home).
Per quanto riguarda il digital divide geografico, cioè l’accesso in banda larga “base”, Bernabè ha affermato che entro il 2013 Telecom Italia coprirà il 98% della popolazione, mentre per il restante 2% occorrerà l’intervento dello Stato.
Nel frattempo oggi si riunisce per la prima volta la molto attesa “cabina di regia” del Governo Monti per l’Agenda Digitale che di questi, come di altri importanti temi legati allo sviluppo di Internet in Italia, si dovrà occupare.
(via Ilsole24ore)
8 febbraio alle 12:05
Ieri era il Safer Internet Day e la stampa italiana e la rete si sono riempiti di articoli al riguardo. Il tema è importante e Telecom Italia lo segue da tempo con iniziative meritorie come Navigare Sicuri sul cui sito infatti ieri se ne è parlato. Tuttavia come ogni cane che si morde la coda l’approccio ideologico ai rischi di Internet potrebbe essere utilizzato come indicatore della crescita di Internet stessa. Più il Paese familiarizza con le nuove tecnologie di rete e più i temi della sicurezza dei minori, della responsabilità educative degli adulti, della scuola e dei genitori verso i propri figli in rete, hanno la possibilità di diventare temi circoscritti e definiti ai quali dedicare le necessarie attenzioni. Viceversa più il Paese è lontano all’accettazione della normalità di Internet nella vita quotidiana delle famiglie e più i toni e i temi utilizzati quando si discute di Internet e Minori saranno drammatici e preoccupati, come si confà agli argomenti sconosciuti e temuti. Ecco, una occhiata complessiva all’ampio numero di articoli usciti ieri sui giornali e sul web a riguardo del Safer Internet Day, mi sembra racconti ancora, per l’ennesima volta, di come la normalità di Internet in Italia sia una conquista ancora almeno in parte da raggiungere.
3 febbraio alle 10:32

Lucia Sbrescia, consigliere alla Pubblica Istruzione del Comune di Mercogliano (AV), ha chiesto a Telecom Italia 3 cabine telefoniche (senza apparecchi telefonici all’interno) in comodato gratuito da utilizzare come piccole biblioteche pubbliche. Il progetto mutua una idea simile sviluppata in Gran Bretagna qualche anno fa. Una bella idea abbastanza folle. A Telecom Italia si stanno attrezzando.
(fonte foto: ImageShack)
3 febbraio alle 9:13
Nel fiume di Eraclito
Nel fiume di Eraclito
un pesce pesca i pesci,
un pesce squarta un pesce con un pesce affilato,
un pesce costruisce un pesce, un pesce abita
in un pesce,
un pesce fugge da un pesce assediato.
Nel fiume di Eraclito
un pesce ama un pesce,
i tuoi occhi -dice- brillano come i pesci nel cielo,
voglio nuotare con te fino al mare comune,
o tu, la più bella del banco.
Nel fiume di Eraclito
un pesce ha immaginato il pesce dei pesci,
un pesce si inginocchia davanti al pesce,
un pesce canta al pesce
e chiede al pesce un nuotare più lieve.
Nel fiume di Eraclito
io pesce singolo, io pesce distinto
(non fosse che dal pesce albero e dal pesce pietra)
scrivo in particolari momenti piccoli pesci
con scaglie così fugacemente argentate
da essere forse un ammiccare imbarazzato del buio.
Wislawa Szymborska, (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1° febbraio 2012)
2 febbraio alle 8:43
Secondo gli ultimi dati Audiweb in un giorno medio dell’anno 2011, in Italia si sono collegate a Internet 12,7 milioni di persone. In quello stesso giorno, secondo Italia Oggi, 11,5 milioni di persone hanno guardato un programma TV. La crescita di utilizzo di Internet rispetto al 2010 è del 6,9%. Il numero di connessioni mobili è aumentato enormemente, il 55% in più.
Del declino della TV e della grande crescita di Internet sono piene le pagine dei quotidiani da anni. In USA qualche tempo fa le discussioni sullo ipotetica migrazione degli utenti dalla fruizione TV all’attivismo on line hanno causato anche qualche accesa polemica, per esempio fra Clay Shirky e Nicholas Carr. Il primo sostiene che il tempo delle persone dedicate alle attività di rete è tempo strappato al bivacco sul divano di fronte allo schermo TV, il secondo che fa notare come in USA il consumo televisivo non sia comunque calato.
Del resto anche i dati Audiweb mostrano qualche elemento di preoccupazione: nel 2011 il tempo che ciascun navigatore italiano ha trascorso on line si è ridotto rispetto all’anno prima (1 ora e 23 minuti rispetto a 1 ora e 32 dell’anno precedente) e lo stesso è accaduto al numero di pagine viste on line.
Telecom Italia è al centro di questi processi sociali in rapida evoluzione. Non esiste, del resto, alcuna contrapposizione fra Rete e TV, occorrerebbe abbandonare le troppe semplificazioni al riguardo. Esiste invece una chiara contrapposizione fra i cittadini più attivi e meglio informati e quelli che invece lo sono meno.