Eraclito

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Ritardatari cronici

18 maggio alle 10:38

Alessandro Longo ha scritto su agendadigitale.eu un breve promemoria delle molte esitazioni burocratiche che circondano i progetti di digitalizzazione del Paese. I problemi maggiori riguardano la Pubblica Amministrazione il cui Statuto, indispensabile per proseguire nel progetto, è stato ripreso in mano dal governo per una probabile revisione. Si tratta di una situazione molto difficile per il Paese, aggravata anche dal fatto che nella compagine governativa non è stata prevista alcuna figura di collegamento capace di integrare i temi del digitale con i progetti di crescita del Paese.


Ma senza statuto l’Agenzia non può operare. Questo ente ha un ruolo di attuatore di molte misure stabilite dal decreto Crescita 2.0: l’Anagrafe digitale nazionale, il fascicolo sanitario elettronico, il documento digitale unificato (carta d’identità, tessera sanitaria e carta nazionale dei servizi), il diritto degli utenti a pagare in forma elettronica la pubblica amministrazione, il domicilio digitale, gli open data. Il documento digitale unificato doveva essere pronto per la primavera 2013, il fascicolo sanitario per marzo 2013.



E anche l’ANAS ha qualcosa da dire sui progetti infrastrutturali per la banda ultralarga:


Tarda per colpa di un braccio di ferro tra Sviluppo economico e il ministero dei Trasporti, come anche denunciato da Asstel-Confindustria digitale. I due dovrebbero concordare il decreto attuativo, ma su Trasporti pesa il parere negativo dell’Anas (ente gestore delle strade) soprattutto sul via libera generalizzato alle tecniche di scavo innovative delle minitrincee. I due ministeri stanno quindi ancora concordando una bozza di decreto.


 
 

Fare le scarpe allo scarparo

17 maggio alle 11:05

Nell’attesa che tutto, in qualche maniera, si riunisca, è interessante notare come spesso il commercio online e quello offline siano in rotta di collisione. Il Corriere della Sera, in un articolo odierno di Danilo Taino, cita il Financial Times che a sua volta descrive nuove abitudini con le quali tutti noi iniziamo a confrontarci. Per esempio quella di entrare in un negozio fisico, provare un paio di scarpe per poi uscire ed andarle ad acquistare online ad un prezzo più basso. Si tratta di equazioni che oggi ci paiono irrisolvibili nelle quali si oppongono prospettive ed abitudini consolidate: un conflitto che accade regolarmente quando c’è Internet in mezzo. In ogni caso per ora la soluzione non c’è. Di sicuro non potrà essere quella, assai esotica, proposta in una lettera su FT dall’economista Ira Shon: separare il costo del servizio (la prova della calzatura) da quello del bene acquistato (la scarpa9. Dentro questa gigantesca confusione l’infrastruttura di rete continua ad essere uno dei punti di snodo principali. Dobbiamo solo capire come sfruttarla meglio.

 
 

Tassare i tablet

14 maggio alle 10:38

PARIGI – La Francia si appresta a varare una tassa su tablet e telefonini per finanziare la produzione culturale. Dovrebbe essere questa la novità più importante contenuta nel rapporto – 75 proposte e 2,3 chilogrammi – che Pierre Lescure presenterà lunedì 13 maggio al presidente François Hollande, dopo 10 mesi di lavoro. Lescure, giornalista, manager, fondatore di Canal Plus e da cinque anni direttore del Théâtre Marigny, ha ricevuto dal governo il compito di mettere al passo con i tempi l’«eccezione culturale», cioè l’idea difesa per la prima volta dalla Francia durante i negoziati dell’Uruguay Round (1993) che i prodotti culturali non possano essere considerati una merce come le altre.


L’eccezione francese, secondo la quale i prodotti culturali non possono essere considerati prodotti come gli altri ma necessitano di un loro proprio sostegno, è una idea fondante della società dell’informazione. Un’idea semplice e rivoluzionaria che dovrebbe essere adottata in tutti i paesi che hanno a cuore la crescita culturale dei propri cittadini. Tuttavia oggi esiste una eccezione alla eccezione francese ed è contenuta nel progetto che la Commissione Lescure (giornalista e imprenditore molto noto, proprietario di Canal Plus) ha presentato al Presidente Hollande e che prevede di finanziare i prodotti culturali tassando tablet e telefonini.

I governi dei Paesi occidentali oscillano fra gli incentivi fiscali concessi agli strumenti di accesso alla rete (una idea applicata in parte anche in Italia qualche anno fa) e la scelta di tassare quegli stessi strumenti per tentare di compensare i terremoti economici del mercato culturale del secolo scorso alle prese con la nuova economia digitale. Sono le incertezze tipiche delle età di mezzo. in ogni caso l’idea della commissione Lescure sui tablet assomiglia molto a quella del giardiniere che per far crescere i fiori del proprio albero inizia a segarne i rami ad inizio primavera.

(via corriere.it)

 
 

Internet, l’ultimo baluardo

8 maggio alle 9:18




Nella serata di ieri molte fonti differenti hanno segnalato l’improvviso azzeramento del traffico Internet in Siria. È successo altre volte negli ultimi anni in momenti di grande crisi e sempre in casi del genere due cose sono evidenti:

-Internet è l’ultima spiaggia censoria, i regimi al massimo della crisi utilizzano la sua chiusura come mossa estrema e disperata

-Viviamo in un mondo connesso dopo pochi minuti dallo spegnimento delle dorsali tutto il mondo lo sa. Trae le proprie conseguenze’ inizia a pensare le possibili contromisure.


 
 

Accelerando gli acceleratori

1 maggio alle 11:36




Qualche giorno fa a Roma, Milano e Catania, Working Capital ha aperto i suoi primi tre acceleratori. Che francamente Eraclito nemmeno lo sapeva troppo bene cosa fosse un acceleratore. Lo ha capito quando è entrato in quello di Roma nel giorno della sua inaugurazione. Un luogo, fondamentalmente un luogo, dove far incontrare persone diverse. Giovani talenti, investitori, ispiratori: un luogo – mi pare – dove provare a trasformare le idee in aziende ed innovazione. Ma anche un luogo – forse – in cui fare rete fra persone diverse che si incontrano fisicamente. (Mi viene in mente la recente, molto dibattuta, imposizione di Marissa Mayer affinché i dipendenti di Yahoo lavorino fianco a fianco dentro i confini di un luogo fisico per massimizzare i vantaggi dello scambio reciproco). E quindi – magari – per estensione del concetto, un luogo dove rendere possibili anche altri travasi di intelligenze, perché, è vero, esiste una etica del fallimento che le giovani imprese devono imparare, ma esiste anche il dio della casualità che con il talento è spesso strettamente avvinghiato. Sono uscito dalla sede romana dell’Acceleratore di Working Capital con questa idea forse sbagliata e poco siliconvalley di un acceleratore declinato all’europea, una sorta di biblioteca del talento dove accanto all’occhio attento del capitale di rischio possa poggiarsi, in certi momenti, anche quello del passante. Perché Internet ci ha insegnato che ciascuno di noi è a volte è la scintilla di una nuova idea di qualcun altro.


nota: questo post è stato composto senza utilizzare parole come

mentor
seed
startupper
repository
grant
incubator

 
 

L’azienda Paese

28 aprile alle 17:57




Al Festival Internazionale del Giornalismo, dove Eraclito è stato nell’ultima settimana, si è respirata l’aria di una grande intersezione di ruoli e valori. Fino a qualche tempo fa, per citare l’intervento dell’amministratore delegato di Telecom Italia Marco Patuano, nessuno avrebbe ritenuto immaginabile un incontro pubblico in cui il capo di una grande compagnia telefonica dialogasse di politica e giornalismo, rimanendo tuttavia in tema con le principali strategie della propria azienda. Come in un puzzle che piano piano si ricompone, diritto all’accesso, politica delle reti, libertà dell’informazione e democrazia si intersecano oggi in maniera tanto forte che quasi nessuno dei temi rilevanti per lo sviluppo tecnologico può essere affrontato senza riferirsi agli altri e senza l’apporto dei fornitori della nostra infrastruttura di rete: l’intelligenza connettiva, necessariamente, seguirà.

Lo stesso si può dire per uno degli incontri al quale io stesso ho preso parte insieme anche all’ex Garante per la Protezione dei dati personali Pizzetti: nel corso di quella discussione, sui temi regolamentari e di gestione di Internet, si sarebbe potuto tranquillamente citare “Libertà vigilata” il libro che Franco Bernabé ha scritto pochi mesi fa esattamente sui temi che sono stati centrali alla conferenza di Dubai dell’ITU.

Basterebbero questi due accenni per comprendere come Telecom Italia sia oggi, per amore o per forza, al centro di un enorme crocevia culturale che diventa l’essenza stessa del suo essere una azienda centrale per il Paese perfino di più di quanto non lo sia stato in passato.

 
 

La quadratura del cerchio

17 aprile alle 8:50

More fundamentally, I think long-term thinking squares the circle. Proactively delighting customers earns trust, which earns more business from those customers, even in new business arenas. Take a long-term view, and the interests of customers and shareholders align.



Non so se alla fine il cerchio si quadrerà, come sostiene Jeff Bezos nella sua lettera agli azionisti, ma certamente, perché questo avvenga, gli interessi delle grandi aziende e dei loro clienti, specie per quelle aziende che hanno una vocazione tecnologica forte, non potranno che avere vasti punti di sovrapposizione. Sono finiti – sostiene Bezos – i tempi dei comparti stagni così come quelli dei piani di corto respiro.


(via Business Insider)

 
 

Io nel weekend esco

9 aprile alle 9:14




Il Financial Times ha analizzato l’accesso al suo sito da parte dei propri sottoscrittori. Pur con tutti i limiti legati alla particolare tipologia di utenti, risulta del tutto evidente che l’accesso alle news in mobilità ha rivoluzionato la maniera con cui accediamo alle informazioni. E che ha anche, in questo caso specifico, ucciso un po’ l’always on casalingo nei fine settimana.


(via giuseppe granieri)

 
 

La mobilità si sposta

3 aprile alle 13:24

Mentre in Occidente oggi si festeggiano i 40 anni di vita dei cellulare, nell’Africa subsahariana l’Etiopia ha il record di crescita (+ 57%) della telefonia mobile.

(Invested Development via Networking Africa)

 
 

Buona Pasqua

31 marzo alle 11:39




(per circa un secondo verso metà spot ci sono anche gli occhiali con le lenti spesse di Tito Stagno)

 

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L'autore del Blog

Massimo MantelliniL'autore di Manteblogscrive su Telecom Italia
Chi è Massimo Mantellini

Massimo Mantellini è uno dei più noti commentatori della rete italiana. Blogger, editorialista per Punto Informatico, L'Espresso e IlSole24ore, si occupa da oltre un decennio dei temi legati al diritto all'accesso, alla cultura informatica e alla politica delle reti.

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    Condivido nella sostanza. Il problema specifico italiano risiede nella debolezza strutturale delle ...
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    Una azienda deve avere sia un pensiero long-term (strategico) che quello short-term (tattico). Purtr...
    Su "La quadratura del cerchio " il 18 aprile alle ore 16:05
  • Enrico Giammarco ha scritto
    E' vero, il mobile ha un po' cambiato le carte in tavola del discorso "orari/giorni giusti per posta...
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    [...]  Il TI Cloud è un servizio  che viene associato all’Adsl di Telecom Italia e che consente...
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