Eraclito

 

Perché Zuckerberg è a destra?

18 febbraio alle 17:17




In Italia questa bella foto del Presidente Obama con gli amministratori delegati dele maggiori società tecnologiche californiane avrebbe scatenato una ridda di ipotesi e congetture dietrologiche lunga come Guerra e Pace e ritorno.

14 commenti a “Perché Zuckerberg è a destra?”
 
malapropysm scrive:

Beh c’è una bella differenza nel rapporto tra potere e imprese private negli Stati Uniti e quello che c’è in Italia. Avessimo la metà della trasparenza e delle garanzie che hanno loro, non ci sarebbero troppi problemi.

Massimo scrive:

in Italia alla destra del Presidente ci sarebbe la sua igienista dentale, e alla sua sinistra, la ragazzetta di Casoria.

massimo mantellini scrive:

@malapropysm, anche qualche giacca inamidata in meno (in ogni caso spero che Zuckemberg non fosse in ciabatte di plastica ;)

Dario Salvelli scrive:

E Jobs a sinistra allora? E Schmidt così lontano pur avendo contatti diretti con l’amministrazione Obama? :)

Pietro Zanarini scrive:

Quella foto è un fake, l’originale, in cui Obama brinda correttamente con la mano destra, mostra Jobs alla destra di Obama: http://www.flickr.com/photos/zipckr/5456638426/

cristian scrive:

e’ la stessa foto specchiata…e a guardarla con attenzione credo che l’originale sia proprio questa perche’ ritengo che la maggior parte delle persone brindi con la mano destra.

Ad ogni modo cosa cambia se zuck e’ a destra o a sinistra? Avranno parlato di cose serie quelli li, hanno delle idee chiare su cosa fare e stanno cambiando il mondo, il resto sono le stesse fesserie che tengono questo paese al palo

cristian scrive:

tra l’altro Obama che e’ notoriamente mancino in questa foto alza il braccio sinistro per brindare, quindi Zuck siede a destra ma poco, anzi niente conta….sara’ in ufficio a lavorare sodo come tutti i giorni oggi

massimo mantellini scrive:

@cristian, il problema in ogni caso non esiste, la foto che ho postato e il link provengono dal feed ufficiale della Casa Bianca su Flickr.

kiuz scrive:

io mi soffermeri su un’altro concetto più spinoso: i più vicini ad Obama sono Zuckerberg e Jobs … non vi dice proprio nulla questo? Per non contare la stessa tavolata, che in Italia sarebbe sosituita da belle facce in Botox e Pallonicini gonfiabili nei piunti più disparati! …

Credo che sia lecito pensare ad alcune dietrologie, ma con pizzico di onesta queste dietrologie dovrebbero portare ad una coscienza dallo sviluppo in un nazione. Mentre in quella tavola pianificano lo sviluppo della nazione, in Italia i nostri parlamentari pronunciano Google come mia nonna.

andrea bergamini scrive:

parafrasando 610….(trasmissione si rai due delle ore 17) estiquatzi……non potendo parlar bene delle tlc italiane facciamo pettegolezzo…gossip su cosa? una foto di un brindisi alla casa bianca e sulla disposizione degli ospiti……forse ci meritiamo le tlc che abbiamo ………

Salvo mizzi scrive:

E comunque a woodside non c’era campo per cui anche dick costolo (ad di twitter) non riusciva a tweettare: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/02/19/news/cellulari_stop_silicon_valley-12654737/?ref=HREC1-9

massimo mantellini scrive:

@salvo, chiunque twitti a tavola con Obama dovrebbe essere allontanato dal consesso degli umani ;)

marco scrive:

Il giorno che a quel tavolo ci sarà anche Assange brinderò da casa!

Sergio scrive:

Santo cielo.
In Italia il Presidente ha interessi privati enormi. In USA, che si chiami Barack o George W, il Presidente rappresenta gli interessi della collettività. Perchè ignoriamo questa banalità? Finchè
continueremo a farlo noi cittadini in Italia sarà così. In USA, Francia, Germania, Gran Bretagna e mi fermo qui perché tanto sappiamo quanto durerebbe l’elenco i cittadini non lo ignorano affatto, tanto che non può fare il ministro manco uno che ha mezzo copiato la tesi di laurea. Noi facciamo finta che il problema non esista, negli altri paesi civili fanno che il problema non esista, eliminandolo alla radice: non si può e basta. A quel punto il presidente vada a pranzo con chi gli pare, perchè chi l’ha votato e anche chi non l’ha votato sa che lo fa nell’interesse del paese.

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