


9 gennaio alle 19:29
Tre spunti dalle cronache di questi giorni per ragionare sulla rete Internet che cambia il mondo. Kodak, una sorta di icona dell’industria tecnologica di solo qualche lustro fa è sul’orlo del fallimento.
The reality: Instead of heading toward sustained profitability, Eastman Kodak is preparing to file for bankruptcy in coming weeks, The Wall Street Journal reported last week, quoting “people familiar with the matter.” Kodak wouldn’t comment on the report
Vinton Cerf dalle colonne del New York Times raffredda molti degli entusiasmi (specie italiani) sull’assuzione di Internet fra i diritti dell’uomo. E il telefono allora? si chiede Cerf. Tutto piuttosto condivisibile tranne forse la parte finale: una etica ingegnerocentrica sembrerebbe una idea piuttosto balzana. Se la tecnologia è solo uno strumento, nemmeno gli ingegneri possono essere l’Apostolo Paolo.
In this context, engineers have not only a tremendous obligation to empower users, but also an obligation to ensure the safety of users online. That means, for example, protecting users from specific harms like viruses and worms that silently invade their computers. Technologists should work toward this end.
Gira in rete una interessante (e lunga) conferenza tenuta da Cory Doctorow qualche giorno fa al 28° Chaos Communication Congress. Il discorso di Doctorow, che è una mente brillantissima e preparata ha molte attinenze con le due notizie qui sopra. I computer diventeranno elettrodomestici perdendo la carica innovativa e libertaria delle origini ? Il punto di vista del geek è importante, lievemente catastrofista anche se non necessariamente definitivo. In ogni caso, ce ne fossero.
p.s. se cliccate il tasto CC dei sottotitoli e selezionate “traduci sottotitoli” potete selezionare anche l’italiano.
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