Eraclito

 

Il terzo occhio

22 febbraio alle 17:50




Alcuni giorni fa Epson mi aveva invitato alla anteprima di un paio di occhiali particolari. Usando le lenti come schermo – dicono – sarà possibile navigare in rete, guardare un film (anche in 3D!;) e fare molte altre cose mentre, contemporaneamente, continueremo a controllare dove stiamo mettendo i piedi sul marciapiede. Mi è spiaciuto non essere riuscito ad andare. Qualche mese fa ascoltavo a Capri il Direttore tecnologia di Expo 2015 raccontare che in occasione della manifestazione milanese tutta la città sarà “visitabile” in realtà aumentata attraverso opportuni occhialini distribuiti ai visitatori attesi a Milano da tutto il mondo. Oggi il NYT scrive che Google sta preparando un paio di occhiali potenziati Android capaci di registrare immagini e video e mostrare su un piccolo schermo informazioni correlate ai luoghi in cui ci si trova. La storia dei computer indossabili è vecchia ormai di 50 anni, la realtà aumentata è una infatuazione più recente, cresciuta con le app per telefoni cellulari che dopo un entusiasmo iniziale ora viaggia un po’ sottotono. Molte di queste nuove idee non funzioneranno, alcune funzioneranno ma non saranno sufficienti a smuovere il nostro interesse. Magari altre, lentamente o all’improvviso, cambieranno le nostre vite. In tutta questa incertezza una cosa però è già chiara e pacifica fin d’ora: l’infrastruttura di rete resterà al centro delle nostre vite. Dalle nostre case alla mobilità, magari ai wearable computer (o magari no) tutto continuerà a succedere da queste parti.

3 commenti a “Il terzo occhio”
 
eletta senso scrive:

il terzo occhio a yoga e nella pratica buddista è un chakra – ho postato domenica sullo specchio Claude riprendendo un bell’articolo di Nathan Jurgenson- francamente non so se esultare nel caso in cui un domani si possa procedere camminando e, contemporaneamente, vedendo l’altro mondo parallelo multimediale…

Salvo scrive:

quando Telecom Italia e Tim riusciranno finalmente a fornire un servizio di banda larga fisso e mobile degno di questo nome e in tutte le zone d’Italia, forse potremo discutere di argomenti cosi accattivanti…certo non in questo momento dove nella nostra zona lottiamo ancora con la mancata copertura voce cercando sprazzi di segnali EDGE disperatamente e dove la banda larga fissa è un’utopia.

massimo mantellini scrive:

@salvo, non ho il minimo dubbio che la copertura sia “il punto”.

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Massimo Mantellini è uno dei più noti commentatori della rete italiana. Blogger, editorialista per Punto Informatico, L'Espresso e IlSole24ore, si occupa da oltre un decennio dei temi legati al diritto all'accesso, alla cultura informatica e alla politica delle reti.

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