


16 luglio alle 9:56
Terzo e ultimo intervento di Cristoforo Morandini di Between sul tema del divario digitale.
Dopo aver richiamato quelli che possono essere gli obiettivi strategici per un Paese come l’Italia e fornito alcune indicazioni sulla reale dimensione del problema, può essere utile esemplificare alcune possibili linee di azione di facile attuazione, anche sulla base delle esperienze estere.
Verranno sicuramente scritti fiumi di parole (digitali ovviamente) sulle politiche per il processo di alfabetizzazione digitale che riguarderà le scuole di ogni ordine e grado. Il tema è assolutamente strategico e riguarda in eguale misura docenti e discenti. Altri, e più competenti approfondiranno il tema, ma bisogna essere consapevoli che il processo di scolarizzazione non porta benefici di tipo “estensivo”, visto che le nuove generazioni entrano di fatto nativamente nel mondo digitale, mentre non è naturalmente scontato il livello di competenza che si riesce a maturare nell’ambito del percorso scolastico…
Ben più complesso è il coinvolgimento delle fasce di età intermedie e più avanzate, che devono essere conquistate alla causa attraverso diversi strumenti.
Guardando all’estero, ma anche ad alcuni esperimenti virtuosi condotti in Italia, si possono richiamare i seguenti filoni di intervento.
Campioni digitali. La figura dei “digital champions” è stata introdotta ad esempio nel Regno Unito e richiamata più volte anche dal Commissario Kroes. Si tratta in qualche misura di “evangelizzatori” digitali, spesso più slogan che sostanza e con pochi mezzi, ma può essere utile nel processo di mobilitazione e imitazione. I 3.500 Online Centers nel Regno Unito sono un esempio concreto per il miglioramento dell’accessibilità digitale.
Nonni e nipoti. Internet è piena di videointerviste a nonni entusiasti nel loro ingresso inrete, aiutati da giovani accompagnatori digitali. Se ogni nipote adottasse un nonno, il problema di base sarebbe risolto in poco tempo. Certamente utopistico, ma l’esperienza fatta e i benefici dal punto di vista dell’inclusione (quella digitale è solo lo strumento) sono dirompenti. Tra l’altro, si è dimostrato che i “silver surfers” diventano rapidamente tra i più accaniti utilizzatori della rete.
Switch off. Si tratta di una strategia che può apparire un po’ brutale e discriminatoria rispetto ad alcuni cittadini, ma rimane una forma di “innovation by law” da considerare, valutando attentamente il saldo tra costi e benefici. Minori costi significa anche spazio per reinvestire in attività a maggiore valore sociale e quindi… D’altra parte, puntare allo switch off è uno stimolo poderoso anche alla semplificazione, che dovrebbe portare consiglio sull’eliminazione di molte attività del tuo inutili e sicuramente antieconomiche.
Rigenerazione PC. In molti paesi (anche l’Italia) sono stati lanciati progetti per il riuso di PC dismessi dalle aziende. Il caso Ordi 2.0 in Francia è un esempio di iniziative che si sono diffuse sul territorio.
Chiudiamo con un quiz.
Quale delle tre seguenti tecnologie è più difficile da utilizzare?

La soluzione è dietro l’angolo. Basta girare dalla parte giusta.
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