


5 luglio alle 9:55
Qualche settimana fa a Torino ai laboratori di ricerca di Telecom Italia ho conosciuto TIMoteo. Ho chiesto ai suoi creatori di scrivere su Eraclito, quando capiterà, qualcosa sui progressi del loro lavoro di ricerca. Questo è il primo contributo che Gian Piero Fici del “Service Robotics’s Project” di Telecom Italia ci ha mandato
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Quante volte nella vita capita di fare proprio il lavoro che ci piace: un lavoro interessante, coinvolgente, appassionante e utile? Non molto spesso? Beh, qualche volta può succedere.
Siamo arrivati ad occuparci della robotica partendo dalle Wireless Sensor Networks, reti di sensori ed attuatori basate su protocolli radio a corto raggio. Queste reti permettono di veicolare eventi e comandi in modo da controllare l’ambiente fisico con strumenti solitamente utilizzati per il trattamento dei dati: computer, algoritmi, interfacce grafiche, ecc. Dai sensori ai robot il passo è abbastanza breve; anche in questo caso si tratta di sensori e attuatori che però, invece di stare fissi in una certa posizione, “deambulano”.
Approcciando il mondo dei robot ci si rende conto di due cose: in primo luogo le ricerche che si stanno conducendo in questo campo sono molto avanzate (ad esempio l’automobile robotica di Google ha già percorso senza necessità di un conducente più di 300.000 chilometri in percorsi cittadini, autostradali e montani), in secondo luogo quasi nessuna di queste ricerche considera la possibilità di connettere i robot alla rete globale (quasi tutte le applicazioni robotiche vengono pensate per essere svolte dal robot senza ausili esterni). Il che porta ad una domanda: e se facessimo collidere la robotica e le telecomunicazioni, cosa potrebbe venirne fuori? E di cose ne vengono fuori.
Una prima possibilità è abilitare i robot ad eseguire applicazioni differenti, come i computer. Perché non utilizzare un robot aspirapolvere dotato di telecamera per sorvegliare la casa quando non ci siamo? Perché non usare un robot giocattolo per aiutare un bambino a studiare la lezione? Perché non far controllare la presenza di personale non autorizzato di notte al robot aziendale che di giorno porta la posta? Tutte queste differenti applicazioni potrebbero essere scaricate da App Store robotici, simili a quelli da cui si scaricano le applicazioni per gli smart phone.
Un’altra possibilità è quella di far utilizzare ad un robot le funzionalità in rete al posto delle sue proprie limitate capacità di calcolo. Ad esempio l’identificazione di persone e cose può essere demandata ad un potente servizio di riconoscimento in rete, sempre in rete si può creare una base di conoscenza per richiedere informazioni su come utilizzare attrezzi o cose che si incontrano per la prima volta (avete presente quanti tipi diversi di maniglie esistono per le porte?), si può addirittura arrivare a mettere in rete algoritmi raffinati e complessi di intelligenza artificiale.
Infine, anche nel campo della nascente Internet delle Cose i robot possono essere usati per mettere a disposizione le proprie funzionalità tramite la rete. Utilizzando le self-driving car si potrebbe creare un servizio di car sharing in cui l’automobile raggiunge autonomamente l’utilizzatore nel posto e al momento desiderato per poi lasciargli la guida, ma continuando a fornire indicazioni su traffico e inquinamento da mettere a disposizione ad altre applicazioni.
In questo quadro di interlavoro tra robotica e telecomunicazioni si colloca il robot TIMoteo del Wireless Innovation Lab di Telecom Italia a Torino. Questo piccolo robot umanoide viene usato per sviluppare, ed esemplificare al pubblico, l’utilizzo congiunto della robotica e delle telecomunicazioni. Interagisce con altre applicazioni informatiche da cui riceve eventi tramite la rete. Può essere utilizzato come interfaccia di tipo innovativo verso il web 2.0, tenendoci informati degli appuntamenti e dei messaggi sui social network che ci riguardano, scaricandoci i podcast o le trasmissioni che ci interessano semplicemente chiedendoglielo. Al momento è limitato in quanto a capacità di movimento e di manipolazione, ma ha un grande successo nell’interazione umana risultando molto simpatico.
Lo stato della robotica di oggi è molto simile a quello dei primi computer degli anni ’80 (Commodore64, ZX Spectrum), nessuno ci avrebbe scommesso, ma oggi siamo circondati da strumenti elettronici e non potremmo più fare a meno di computer, smart phone e tablet. Noi ci crediamo e lavorando sulla robotica e con TIMoteo ci sembra di essere tornati ragazzi quando esploravamo il mondo dei primi calcolatori e sognavamo quello che ci avrebbero permesso di fare.
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