


20 agosto alle 9:40

Pier Luca Santoro sul suo blog raccoglie alcuni numeri recenti sull’adozione dei tablet. Impressionanti quelli che riguardano il Guardian pubblicati da paidcontent.org. La app per iPad del Guardian (che è forse il quotidiano al mondo con maggior tendenza verso il digitale) nel corso del 2012 è stata scaricata 804.000 volte. Questi download hanno generato qualcosa come 17000 abbonamenti con un tasso di conversione del 2,1 %. Mediamente gli altri fanno molto peggio, Il Times per esempio ha un tasso di conversione dello 0,8 %. In questo caso meno di un utente su 100 fra quanti scaricano l’applicazione decide poi di sottoscrivere un abbonamento.
È evidente a tutti che le grandi aspettative che erano state riposte nei tablet, che nel frattempo si stanno rapidamente avviando a diventare un prodotto maturo e di ampio utilizzo, si sono dimostrate eccessivamente ottimiste. Per dirla in poche parole non saranno i tablet a salvare l’editoria.
Rimangono per ora intatte le speranze che riguardano l’adozione di simili device in campo didattico. Una direzione verso la quale purtroppo si spinge ancora troppo poco.
Personalmente (per quel che vale) sono parecchio scettico riguardo all’efficacia didattica del tablet in ambito scolastico. E molto di più rispetto a quel televisore colossale che è la lavagna interattiva multimediale, oggetto impervio e costosissimo da appendere a muri pericolanti.
La tecnologia che ha per fine la trasmissione di nozioni e lo sviluppo dell’intelligenza e del pensiero critico con il miglior rapporto costi-benefici continua ad essere la parola scritta. Che poi l’inchiostro sia autentico o elettronico non fa molta differenza per quel che riguarda i contenuti, imho.